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domenica, 16 novembre 2008

E mi imprigiono

E mi imprigiono tra pensieri e idee
tra speranza e disperazione.
Cammino tra le macerie di questo mondo
e divento maceria
rovina
frantumi di certezze
frammenti di urla gettate al vento.
E vinco la monotonia
giocando ad essere
istinto
amore
indescrivibile saggezza.
E mi imprigiono tra la noia e l’inesistenza
tra la monotonia e l’allegria.
Resto sospeso e attendo.
Verrà un cielo nuovo
ci sarà una nuova terra.
Forse vivremo tra gli spasimi della negligenza
e la tranquillità delle certezze.
Uomini e non più uomini
dei che posseggono l’eternità
promessa divenuta realtà
e saremo Uomini e non più uomini.
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Commenti
#1   17 Novembre 2008 - 07:48
 
Bravissimoooo!!!
Ci sono dei passaggi sublimi.
Ci sei tutto dentro in questi versi che toccano il cuore...
Lilia
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#2   17 Novembre 2008 - 18:30
 
Cosa può essere mai la poesia se non questo angolo dove riesci ad esprimere ciò che sei...
Sei insuperabile, ma anche irraggiungibile, per me...
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#3   17 Novembre 2008 - 18:51
 
Uà... una poetessa sublime (Lirazel) ed una Barda eccelsa (Alata) che lasciano questi commenti... Finirò per montarmi la testa. :)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dark44

#4   04 Dicembre 2008 - 19:03
 
Uomini e non più uomini
dei che posseggono l’eternità
promessa divenuta realtà
e saremo Uomini e non più uomini.
Queata è l'unica speranza che ci da forza in questa vita... ciao
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categoria: poesie