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domenica, 16 novembre 2008

E dopo basta.

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categoria: cronaca
domenica, 16 novembre 2008

Spazi vitali

Non riesco a capire come si possa essere tanto ciechi e sordi.
Mettendo da parte il caso di Eluana, del suo prossimo assassinio, non riesco a capire come si possa non comprendere che questa sentenza di morte è un "paradosso apocalittico", come lo ha definito il Gentile, filosofo del diritto nell'Antica Università di Padova.

"Il diritto serve a richiamare la re­sponsabilità personale di fronte a un evento. In questo caso si è sovvertito tutto e per la prima vol­ta una legge servirà per togliere responsabilità a un padre che de­cide di dare la morte alla figlia. La quale oltretutto non è in stato di coscienza e quindi non è in gra­do di affermare cosa pensa vera­mente. Per me è un paradosso che scuote le fondamenta giuri­diche della nostra comunità, qualcosa di apocalittico e non da minimizzare".

Come si fa a non comprendere che è in atto un regime che vuole "cancellare" dalla faccia del mondo le persone che ritiene inutili? Hitler, al confronto, giocava a fare la guerra.
Verrà il turno di chi non produce: i disoccupati, gli handicappati, gli zingari, i vecchi e provate a immaginare quanta altra gente. 

Forse siamo davvero troppi per le risorse del pianeta, ma perchè non tirare a sorte anzichè permettere a pochi di decidere per il resto dell'umanità?

Io sono pronto a lasciare il mio spazio ai diseredati.

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categoria: pensieri, cronaca, attualità
sabato, 15 novembre 2008

Busti: vita di Eluana, relazione d’amore


 DA MILANO

 PAOLO FERRARIO

 « Q
uesta tragedia mi addolora e scon­volge: che valore ha, oggi per noi oc­cidentali, la vita umana? Critichia­mo tanto Cina e Stati Uniti per la pena di morte, ma non vedo mol­ta differenza con noi. È uno stato di dirit­to quello in cui si può condannare a morte un innocente?». Sono le brucianti domande che, dal giorno della sentenza, non abbandonano i pensieri del vescovo di Mantova, Roberto Busti. La storia di E­luana la conosce molto bene, essendo stato, per sedici anni, fino all’ottobre del 2007, prevosto di San Nicolò a Lecco. Più volte, anche recentemente, ha fatto visita alla giovane e, ogni volta, è uscito con u­na convinzione granitica: Eluana perce­pisce il grande amore del quale la circon­dano le suore Misericordine. «Come si fa a dire che non ha relazioni con il mondo esterno?», si domanda nuovamente il vescovo. «Ogni volta che sono andato a trovarla – prosegue – mi ha regalato un battito di ciglia, un so­spiro, anche un segno impercettibile ma che testimonia il suo modo di rela­zionarsi. E la vita umana non è autoco­scienza totale, ma è espressione di un relazione d’amore con chi ci sta accan­to. Se, insomma, la questione è: Eluana ha relazioni profonde? È amata? La ri­sposta è soltanto una: sì».
  La situazione della giovane lecchese è
molto simile alla condizione dei tan­ti bambini incontrati da Busti alla Casa del Sole di San Silvestro di Cur­tatone, vicino Mantova, che da qua­rant’anni assiste i disabili con cere­bropatie. «Durante la visita – ricorda con commozione Busti – una ragaz­zina autistica mi si è avvicinata. Per un po’ di tempo mi ha “annusato” e poi, all’improvviso, mi è saltata al collo scoccandomi un grosso bacio sul­la guancia. Poi è sparita e non si è più fatta vedere. Io non so quale capacità di sentirsi al mondo abbia quella ragazza, così come non lo posso sapere di Elua­na, ma so per certo che ha manifestato nei miei confronti un atto d’amore».
  Infine, Busti vuole rivolgersi, ancora u­na volta, al padre di Eluana, Beppino, al quale ha anche scritto una lettera: «Ha ottenuto ciò che chiedeva, adesso lasci sua figlia alle suore Misericordine per le quali la vita di Eluana ha ancora un
grande valore».
 Il vescovo di Mantova, per 16 anni prevosto a Lecco, dice al padre: «La lasci alle suore»

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categoria: cronaca
domenica, 29 giugno 2008

I figli dei ROM

Sollecitato dal post di Pina Varriale, ho deciso di pubblicare questo video che avevo visto un po' di tempo fa.

E' ora di fare qualcosa, se qualcosa c'è ancora da fare.

 

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categoria: pensieri, politica, vita, cronaca, video, proteste
lunedì, 04 febbraio 2008

Feti e coppie omosessuali

Ha destato scalpore il testo firmato dai ginecologi universitari di Roma. Secondo questo testo, il feto, nel caso riesca a sopravvivere, va rianimato anche contro il volere della madre che lo ha abortito.

Come al solito si è tirata in ballo la Chiesa e la sua ingerenza negli affare dei "laici". Ma il punto cruciale non è questo.

Piuttosto si dica che, la 194 stabilisce che l'aborto è un "fatto" terapeutico e si prende in considerazione quando è in pericolo la vita della mamma.

In questo caso occorre, per forza di cose, effettuare una scelta tra una vita in potenza ed una in atto.
(La vita in atto sarebbe quella della madre del feto-bambino).

Non riesco a comprendere perchè abbia suscitato tante polemiche questo documento. Una volta salvata la vita alla mamma, a cosa serve non rianimare (non uccidere)  il feto? Sarebbe conumque rispettata la legge e dato alla donna tutta la libertà di decidere tra la vita del figlio e la sua.

C'è una soluzione a tutto.

Da una parte ci sono madri che non vogliono i figli, da un altra coppie omosessuali che li vogliono.
Mettiamo in contatto queste due realtà ed il gioco è fatto. Mica farebbe schifo ad una coppia omosessuale prendersi cura di un bambino rifiutato da un altra persona?

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categoria: pensieri, cronaca
giovedì, 24 gennaio 2008

UN DRAPPO NERO AI BALCONI DI TUTTA NAPOLI

Articolo prelevato dal blog "Ferrosbattuto".

<< Lo scandalo "munnezza" con le immagini televisive andate in giro per tutto il mondo ha rivivificato nell'immaginario collettivo uno stigma della napoletanità al cui confronto quello dei tempi del colera fa solo sorridere. Fatto ancor più grave è che nessuno fino ad ora si è sentito in diritto di difendere fortemente dal ludibrio e dall'onta, la città di Napoli e la società civile napoletana, di modo tale da impedire che si facesse di "tutta un'erba un fascio" uniformando tout court i cittadini alla loro classe politica.

L'unica manifestazione con un tal tipo di intento è stata quella del 12 gennaio sotto il palazzo della Regione in Via S. Lucia che tuttavia, personalmente, ho ritenuto patetica, in quanto interpretabile come l'ennesimo tentativo dei partiti politici di strumentalizzare la società civile al sol fine di crearsi una passerella propagandistica. Ma quando mai si è visto che i partiti organizzano una manifestazione in pompa magna (truppe cammellate, pullman dalle periferie, bandiere e palco delle grandi occasioni) riservando il comizio ai soli cittadini? Non vi sembra più probabile che la presenza delle associazioni civiche era funzionalmente indispensabile alla riuscita mediatica della manifestazione per non correre il rischio di una scarsa affluenza compensata da qualche fischio e pernacchia, all'indirizzo di chi per 14 anni ha preferito, per comodo, rifugiarsi nel sonno della ragione al posto di denunciare il crimine che si stava perpetuando ai danni dei cittadini napoletani?

Personalmente ritengo che in questo momento la società civile napoletana non abbia bisogno dei partiti politici per esprimere il proprio dissenso. Ella possiede competenze ed eccellenze in svariati campi che le permettono di agire in piena autonomia. Ricordiamoci che i partiti non sono altro che dei contenitori, dei vasi sanguigni... e che noi siamo il sangue; se li svuotiamo della nostra presenza saranno costretti a prenderci in giusta considerazione. Con questo voglio dire che non dobbiamo cadere nel solito rapporto di sudditanza e di dipendenza ma che occorre instaurare un rapporto paritetico di reciproca convenienza in cui noi avremo bisogno di loro nella egual misura in cui loro avranno bisogno di noi.

La società civile napoletana esiste!!!

La nostra azione deve essere continua e non deve dare tregua ai nostri interlocutori. Il Comitato di Consulta "Chiaia per Napoli" li sta difatti aspettando al varco poiché le prime date che il Sindaco ci diede nell'incontro che fece seguito al famoso corteo del 10 novembre, stanno per scadere e di tutto ciò che ci promise non si è visto ancora nulla.

La società civile napoletana deve far sentire la sua voce!!!

Cogliamo allora oggi l'occasione dello scandalo "munnezza" e di tutte le nefandezze che da esso sono derivate per annunciare UN LUTTO CITTADINO (cfr. intervista mia e di Marasco sul Il Mattino di domenica 20 gennaio).


Partecipate tutti compatti all'iniziativa provocatoria "UN DRAPPO NERO AI BALCONI DI TUTTA LA CITTA'" per segnalare anche a chi ci guarda da molto lontano che la società civile napoletana non ci sta e porterà il lutto fino a quando Totonno e Rosetta non andranno via (preferibilmente con le manette).

Domani sera saranno pronti i primi 300 drappi neri che distribuirò con piacere a chi aderirà. Conto comunque sull'effetto cascata: i numeri come sempre saranno di importanza fondamentale per la riuscita della protesta e pertanto avvisate quanta più gente potete sia che affaccino su strade principali che secondarie, dicendo loro che, se non in ossesso di un drappo, andrà bene far sventolare qualsiasi cosa di colore nero, anche un sacchetto dell'immondizia aperto.

Grazie a tutti come sempre

Paolo Santanelli>>

Anche questo blog ha deciso di listarsi a lutto  perchè NAPOLETANO!

(Chi volesse prelevare il codice può andare sul blog  Ferrosbattuto).

 

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categoria: politica, cronaca, proteste
domenica, 20 gennaio 2008

Squillo per studiare

Leggo e riposto questa notizia dal web.


Universitaria di giorno, lucciola di notte, per pagarsi gli studi: è Laura D., la protagonista del romanzo-confessione "Mes Chères Études". Da poco uscito, sta già alzando un polverone di polemiche.

Nel suo libro, Laura D descrive in modo molto diretto come ciò sia accaduto anche a lei e descrive la "trappola" in cui è caduta dopo aver iniziato l'università in una città francese non identificata nel 2006. Racconta di quando decide di intraprendere per un breve periodo la carriera di prostituta, dopo aver in passato tentato di fare altri (più faticosi) lavori part-time, decisamente meno remunerativi. Con un padre operaio e una madre infermiera, Laura non ha diritto agli aiuti statali per le tasse universitarie.


In pratica ci sono diversi modi per diventare scrittori, ho cercato di individuarne qualcuno:

1) Si è bravi a scrivere e qualcuno è disposto a pubblicarti.

2) Ti inventi una storia sull'Opus Dei.

3) Scopri in soffitta un Vangelo apocrifo che narra delle innumerevoli amanti di Gesù il Nazareno.

4) Sei una bravissima prostituta ma una pessima scrittrice, coniughi le due cose e ne viene fuori un fenomeno mediatico.

5) Non sai scrivere ma hai un mazzo tanto e incontri le persone giuste al momento giusto.

Io non ho saputo inventarmi una storia falsa sull'Opus Dei, non ho una soffitta e non sono una prostituta. Ne consegue che...

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categoria: recensioni, cronaca
domenica, 14 ottobre 2007

Napule è

Ormai nessuno ricorda le quattro giornate di lotta popolare, che la liberarono dall'occupazione tedesca (25-28 settembre 1943) per le quali la città di Napoli è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare con la seguente motivazione: "Con un superbo slancio patriottico sapeva ritrovare, in mezzo al lutto e alle rovine, la forza per cacciare dal suolo partenopeo le soldatesche germaniche sfidandone la feroce disumana rappresaglia. Impegnata un'impari lotta col secolare nemico offriva alla patria nelle quattro giornate di fine settembre 1945, numerosi eletti figli. Col suo glorioso esempio additava a tutti gli italiani la via verso la libertà, la giustizia, la salvezza della patria". La Medaglia è stata conferita anche alla memoria di quattro partigiani caduti tutti minorenni : Gennaro Capuozzi di anni 12, Filippo Illuminato di anni 13, Pasquale Formisano di anni 17 e Mario Menichini di anni 19.

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categoria: pensieri, storia, cronaca
domenica, 02 settembre 2007

né giusto né sbagliato

È stato una figura di primo piano nella letteratura americana e nel cinema per oltre 61 anni. Le opere più note di Miller sono The Crucible, Erano tutti miei figli (che vinse nel 1947 il Tony Award come migliore opera), e Morte di un commesso viaggiatore, ancora studiato e rappresentato in tutto il mondo. Miller è noto anche per il suo breve matrimonio con Marilyn Monroe (1956-1961), la quale si convertì all'ebraismo per lui.

(Da Wikipedia, enciclopedia libera)

Arthur Miller aveva un figlio segreto. L'artista americano, noto per le sue denunce contro ogni genere di ingiustizie,  lo segregò perché down. Si chiama Daniel, oggi 41enne. Per anni è stato rinchiuso in un istituto. L'artista si rifiutò sempre di andare a fargli visita, rimuovendolo completamente dalla sua vita. Una clamorosa scoperta che ha travolto gli ambienti culturali negli Stati Uniti.

Bagni la vita
con l'acqua della tua miseria, Uomo!

Stringi al petto la noia
e assapori attimi di gloria.
Vinci guerre
detti leggi
guardi il cielo e non vedi che nuvole.

Accarezzi sogni
e il tuo cuore trabocca di generose dissonanze.
Fai brillare luci sul mondo
e spegni come punizione crudele
quelle della tua anima.

Hai figli che non hai mai avuto.
Genitori che non t'hanno mai visto.
Sorrisi che non ti sono stati mai dati.
Non ti lasci accarezzare
che dalla tua infinita piccolezza.

Bagni la vita
con l'acqua della tua miseria, Uomo!

(Alfonso)

(Nel titolo: "Né giusto né sbagliato", Un libro di Paul Collins, un ritratto toccante, sincero, tenero e affettuoso di suo figlio affetto da autismo).

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categoria: poesie, cronaca