L'amico
E’ caduto un pezzo di cielo.
Ho camminato alla ricerca del dono, il mio. E sto ancora cercando, procedendo a tentoni, a volte con la sicurezza di incontrare l’altra parte dell’infinito, quella da cui ci siamo separati per cadere sulla terra.
Tra poco è Natale, sarebbe un giorno come gli altri, un altro passo compiuto verso il termine, un altro centimetro verso di Lui.
Mi sono smarrito, l’ho dimenticato, qualcuno mi ha detto che da soli non si arriva, che ci si ferma a scavare nel ventre della terra, sicuri che non c’è niente da trovare.
Piccole tracce, sottilissimi filamenti che si spezzano troppo facilmente, persone che puntano il dito verso l’Infinito indicandoti il traguardo possibile, gocce di ghiaccio che sublimano nell’inferno di questa esistenza, che amaramente va alla deriva e non ti lascia scorgere il bello della sofferenza, e anneghi in essa, e non speri, e non sai guardare oltre l’angoscia che ti rende cieco.
Poi apri gli occhi e vedi un sorriso.
-Io ci sono, ti voglio bene.
Gli amici… tra non molto ne nascerà un altro.













Dormiva, era morta, svenuta?









