Incipit
Merda, merda, merda.
Lo avevano gridato con tutto il fiato che avevano in gola e, adesso, erano carichi, lo spettacolo poteva iniziare.
Le luci, da quelle in fondo alla sala, cominciarono a spegnersi, poi il buio completo ed il sipario che si apriva.
Sul palco i due attori stemperavano l’adrenalina succhiando aria come caramelle alla menta. Un cono di luce li investì ed un applauso scrosciante ruppe il silenzio frenando il brusio che, fino a quel momento, era stato ininterrotto.
Uno dei due inspirò forte, chiuse per un attimo gli occhi e ricompose il copione nella memoria.
-Mi hai tradito. Mi hai tradito e lo hai fatto con la mia migliore amica.
-Non avrei voluto, il cuore ha fatto cilecca, la mente si è fermata nell’attimo del piacere, l’istinto ha vinto. E’ accaduto. Adesso non posso rimediare.
Una voce solitaria emerse dalla platea: -Voce. - gridò.
Fu come rompere un incanto, falciare il grano non ancora maturo, sciogliere nel fuoco acqua bollente.
Non avrebbe dovuto farlo.
L’amnesia scompose i ricordi di Marco, udì dei fischi. Ciò che non avrebbe mai voluto succedesse, si stava realizzando. Guardò nel buio cercando di raggiungere con lo sguardo quella voce. Scosse la testa, girò le spalle al pubblico pagante e andò via.
Di lui non restò altro che il ricordo, il suo sguardo perso, le sue mani magre ed affusolate, la sensibilità di un cuore che nessuno mai era riuscito a scalzare.





















