Le nostre vacanze :(
Se prima eravamo in quattro ad andare in vacanza…
Potrei sintetizzarle così.
Ad un certo punto, un giorno qualsiasi, di cui non ricordo la data, ho cucinato per dodici persone. Lasagna al forno e capretto alla brace, come nelle migliori tradizioni.
Sveglia per i ragazzi rigorosamente alle undici e trenta del mattino, prima colazione, e pranzo alle tredici e trenta circa.
-Gennà, alzati, è mezzogiorno!
-Mi alzo tra poco…
-Gennà, ti ho detto che devi alzarti. Punto e basta!
-Ma a voi, se mi alzo adesso, cosa vi cambia?
Silenzio tombale, poi il tentativo della madre di dare una risposta coerente.
-Ci cambia che devi fare la versione di latino.
Mmmmmm… non mi era sembrata tanto logica come risposta. Oltretutto (sempre la madre che veste anche i panni di mia moglie) ha bloccato l’unico cellulare che ci permetteva la connessione ad internet e, per questo, la risposta è ancora meno logica (ogni tanto fa bene rigirare il coltello nella piaga).
Stessa tiritera ripetuta per quindici giorni di fila, nemmeno avessero firmato un contratto per UNO MATTINA (La trasmissione della Rai. Ndr).
Ho proposto per l’anno prossimo di organizzare un campo-scuola, almeno se devo fare l’educatore lo faccio perché l’ho scelto io.
Ultimo giorno, ritorno a casa. Due viaggi da trecento kilometri. Vabbè, sono ragazzi.
La sera una frase consolatoria sul messenger di uno dei partecipanti al “raduno”: “I genitori di Sara sono strafighi”.
Mi sono aggiustato la cravatta che non avevo e ho sorriso.























