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giovedì, 21 agosto 2008

Le nostre vacanze :(

Se prima eravamo in quattro ad andare in vacanza…
Potrei sintetizzarle così.
Ad un certo punto, un giorno qualsiasi, di cui non ricordo la data, ho cucinato per dodici persone. Lasagna al forno e capretto alla brace, come nelle migliori tradizioni.
Sveglia per i ragazzi rigorosamente alle undici e trenta del mattino, prima colazione, e pranzo alle tredici e trenta circa.
-Gennà, alzati, è mezzogiorno!
-Mi alzo tra poco…
-Gennà, ti ho detto che devi alzarti. Punto e basta!
-Ma a voi, se mi alzo adesso, cosa vi cambia?
Silenzio tombale, poi il tentativo della madre di dare una risposta coerente.
-Ci cambia che devi fare la versione di latino.
Mmmmmm… non mi era sembrata tanto logica come risposta. Oltretutto (sempre la madre che veste anche i panni di mia moglie) ha  bloccato l’unico cellulare che ci permetteva la connessione ad internet e, per questo, la risposta è ancora meno logica (ogni tanto fa bene rigirare il coltello nella piaga).
Stessa tiritera ripetuta per quindici giorni di fila, nemmeno avessero firmato un contratto per UNO MATTINA (La trasmissione della Rai. Ndr).
Ho proposto per l’anno prossimo di organizzare un campo-scuola, almeno se devo fare l’educatore lo faccio perché l’ho scelto io.
Ultimo giorno, ritorno a casa. Due viaggi da trecento kilometri. Vabbè, sono ragazzi.
La sera una frase consolatoria sul messenger di uno dei partecipanti al “raduno”: “I genitori di Sara sono strafighi”.
Mi sono aggiustato la cravatta che non avevo e ho sorriso.

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categoria: vita, vacanze, figli
giovedì, 01 maggio 2008

In scena...

La tua prima volta sul palco.E' stata per noi un'emozione indescrivibile. Pensavo non ce l'avresti fatta, che ti saresti fatta prendere dall'emozione. Invece hai calcato la scena come una professionista. Sono orgoglioso di te. Brava Sara.
P.S. Mia figlia è la più bella. Vi sfido a scoprire chi è.

 

 

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categoria: pensieri, vita, canzoni, auguri, video, figli
sabato, 01 dicembre 2007

Prigione

I suoi occhi diventarono di cielo dopo pochi giorni.
Non comprese subito le voci e le labbra che sfioravano il suo viso e le carezze, il tepore che, alla sera, lo avvolgeva di profumo di latte e consolanti nenie, di allegria e attese ricapitolate in pochi, intensi, attimi, quelli che lo separavano dal sonno e dai sogni.
Era attesa fatta potenza, pensiero divenuto materia, tempo che prende consistenza ed elabora presenza e divenire.
In un attimo aveva visto squarciarsi il suo tranquillo esistere, il mare divenire aria che gli entrava nei polmoni, il cuore che, per un attimo, parve fermarsi.
E poi
il pianto.
Scontro e incontro con il mondo alieno.
Il senso dell’esistere, il sigillo della speranza, il battesimo alla coerenza della materia, il sussistere dell’energia oltre quel mondo che gli appartenne per quasi nove mesi.
Adesso era, esisteva, abitava lo stesso mondo di chi lo aveva concepito.
 
Ma la vita a volte ha un altro senso, l’incomprensibile diviene pane quotidiano, cibo che genera inquietudini e pianto, disperazione e devastazione.
Bastarono pochi attimi, centimetri di esistenza, distanze di calibrate misure, genesi di imprevedibili congetture.
Vorrei poterti amare
 e tu sei come prigione,
cella che custodisce feroci torture,
concetto distorto e faretra senza frecce.
Un urlo, lama tagliente e freddo che penetra il cuore.
Vorrei poterti custodire
come anello nuziale e sigillo sul petto,
continuare a farti scivolare nel cielo
e cadere nell’immenso dei tuoi occhi di pallido azzurro.
Ma tu sei prigione.
Pochi giorni e trecentootantottomilaottocento battiti del tuo cuore.
Tanti quanto le stelle che riuscii a contare,
poche per custodire l’infinito,
troppe per rendermi
la percezione dell’inesistenza.
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categoria: pensieri, vita, frammenti, figli
domenica, 21 ottobre 2007

E nacque

I suoi occhi diventarono di cielo dopo pochi giorni.
Non comprese subito le voci e le labbra che sfioravano il suo viso e le carezze, il tepore che lo avvolgeva di profumo di latte e consolanti nenie, di allegria e attese ricapitolate in pochi, intensi, attimi, quelli che lo separavano dal sonno e dai sogni.
Era attesa fatta potenza, pensiero divenuto materia, tempo che prende consistenza ed elabora presenza e divenire.
In un attimo aveva visto squarciarsi il suo tranquillo esistere, il mare divenire aria che gli entrava nei polmoni, il cuore che, per un attimo, parve fermarsi.
E poi il pianto. Scontro e incontro con l’alieno mondo amico… e nemico. Il senso dell’esistere, il sigillo della speranza, il battesimo alla coerenza della materia, il sussistere dell’energia oltre quel mondo che gli appartenne per quasi nove mesi.
Adesso era, esisteva, abitava lo stesso mondo di chi lo aveva concepito.
Sarebbe diventato qualcuno in ogni caso, clochard o architetto, santo o peccatore, libero o prigioniero.
Sarebbe esistito e questo lo riempiva di vita.

 

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categoria: vita, frammenti, miracoli, figli
martedì, 16 ottobre 2007

I sentimenti

Si resta di stucco a leggere i giovani, gli adolescenti sono piume sospinte dal vento. Un vento che soffia grazie anche al respiro degli adulti. Siamo responsabili del loro destino, non lasciamoli mai soli.

Che cosa sono, da dove nascono, sono conseguenza della nostra intelligenza o è una cosa innata, che solo l'uomo ha sempre avuto.
Me lo sono sempre chiesto, non potrò mai avere una risposta a queste domande, fattostà che ci sono, nascono e crescono dentro di noi: non c'è un criterio, nascono e basta. 
Ci sono vari tipi di sentimenti: amicizia, amore, odio, rabbia, per citarne alcuni, sono probbabilmente diversi per ognuno di noi, indescrivibili, sono la ragione per cui nasciamo e moriamo con delle idee, sono l'unica cosa che la scienza non spiegherà mai, perchè sono, probabilmente, l'unica cosa che l'uomo ha di perfetto.
Amore e Odio, sono probabilmente il riassunto di tutti i sentimenti, che possono essere immaginati come un quadro in bianco e nero: ha infinite graduazioni una per ogni sentimento. Bianco quando amiamo con tutti noi stessi, amare vuol dire dare la vita, preferire morire pur di far sorridere o comunque far felice una persona. Man mano che la tonalità diventa scura l'amore svanisce: si intravedono sentimenti brutti come la sensazone che ci fanno provare: antipatia, invidia, fino ad arrivare all'odio; odiare vuol dire sperare che a una persona capiti il peggio e far di tutto perchè ciò accada.
Sicuramente io non sono mai stato ne completamente bianco ne completamente nero; molti sono arrivati ad odiare o ad amare, quello che non si deve mai dimenticare è che i sentimenti sono l'unica cosa che non si divide mai ma si moltiplica sempre: non è come tutte le cose materiali, tipo se ho 100 amore posso darne 50 a tizio e 50 a caio, ma posso tranquillamente darne 100 a tizio e 130 a caio, dato che i sentimenti sono infiniti.
Questo è mio figlio, 14 anni. (click se vuoi visitare il suo blog)
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categoria: recensioni, figli