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lunedì, 24 novembre 2008

Chi balla sui calcinacci della scuola

«Tagli strutturali», titola a tutta pagina l’Unità. Si capisce: la tentazione di cavalcare la tragedia di Rivoli per riaccendere le braci della protesta è troppo forte. Colpa della Gelmini se quel tubo di ghisa è cascato giù? Colpa di Tremonti? Della Finanziaria approvata in nove minuti e mezzo? Del risparmio sulla pelle dei ragazzi? Guardate un po’, quanto bel materiale per ridare fiato alle manifestazioni che languono. C’è un ragazzo di 17 anni morto fra una lezione di latino e una di geometria, c’è il suo compagno di banco che rischia di rimanere paralizzato. C’è la tragedia che precipita lì, feroce e inspiegabile, fra i discorsi sulla Juve, l’hiphop, persino Harry Potter. C’è una bara che sfila fra volti pieni di acne e vita. Che può sperare di meglio un anti-Gelmini? Piovono soffitti, governo ladro. La polemica, in fondo, è già cominciata.
E pazienza se la polemica finirà per seppellire un problema vero in mezzo alle parole false. L’ultimo torto che potremo fare a quel ragazzo.

Autore: Mario Giordano (Giornalista)

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domenica, 29 giugno 2008

I figli dei ROM

Sollecitato dal post di Pina Varriale, ho deciso di pubblicare questo video che avevo visto un po' di tempo fa.

E' ora di fare qualcosa, se qualcosa c'è ancora da fare.

 

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giovedì, 24 gennaio 2008

UN DRAPPO NERO AI BALCONI DI TUTTA NAPOLI

Articolo prelevato dal blog "Ferrosbattuto".

<< Lo scandalo "munnezza" con le immagini televisive andate in giro per tutto il mondo ha rivivificato nell'immaginario collettivo uno stigma della napoletanità al cui confronto quello dei tempi del colera fa solo sorridere. Fatto ancor più grave è che nessuno fino ad ora si è sentito in diritto di difendere fortemente dal ludibrio e dall'onta, la città di Napoli e la società civile napoletana, di modo tale da impedire che si facesse di "tutta un'erba un fascio" uniformando tout court i cittadini alla loro classe politica.

L'unica manifestazione con un tal tipo di intento è stata quella del 12 gennaio sotto il palazzo della Regione in Via S. Lucia che tuttavia, personalmente, ho ritenuto patetica, in quanto interpretabile come l'ennesimo tentativo dei partiti politici di strumentalizzare la società civile al sol fine di crearsi una passerella propagandistica. Ma quando mai si è visto che i partiti organizzano una manifestazione in pompa magna (truppe cammellate, pullman dalle periferie, bandiere e palco delle grandi occasioni) riservando il comizio ai soli cittadini? Non vi sembra più probabile che la presenza delle associazioni civiche era funzionalmente indispensabile alla riuscita mediatica della manifestazione per non correre il rischio di una scarsa affluenza compensata da qualche fischio e pernacchia, all'indirizzo di chi per 14 anni ha preferito, per comodo, rifugiarsi nel sonno della ragione al posto di denunciare il crimine che si stava perpetuando ai danni dei cittadini napoletani?

Personalmente ritengo che in questo momento la società civile napoletana non abbia bisogno dei partiti politici per esprimere il proprio dissenso. Ella possiede competenze ed eccellenze in svariati campi che le permettono di agire in piena autonomia. Ricordiamoci che i partiti non sono altro che dei contenitori, dei vasi sanguigni... e che noi siamo il sangue; se li svuotiamo della nostra presenza saranno costretti a prenderci in giusta considerazione. Con questo voglio dire che non dobbiamo cadere nel solito rapporto di sudditanza e di dipendenza ma che occorre instaurare un rapporto paritetico di reciproca convenienza in cui noi avremo bisogno di loro nella egual misura in cui loro avranno bisogno di noi.

La società civile napoletana esiste!!!

La nostra azione deve essere continua e non deve dare tregua ai nostri interlocutori. Il Comitato di Consulta "Chiaia per Napoli" li sta difatti aspettando al varco poiché le prime date che il Sindaco ci diede nell'incontro che fece seguito al famoso corteo del 10 novembre, stanno per scadere e di tutto ciò che ci promise non si è visto ancora nulla.

La società civile napoletana deve far sentire la sua voce!!!

Cogliamo allora oggi l'occasione dello scandalo "munnezza" e di tutte le nefandezze che da esso sono derivate per annunciare UN LUTTO CITTADINO (cfr. intervista mia e di Marasco sul Il Mattino di domenica 20 gennaio).


Partecipate tutti compatti all'iniziativa provocatoria "UN DRAPPO NERO AI BALCONI DI TUTTA LA CITTA'" per segnalare anche a chi ci guarda da molto lontano che la società civile napoletana non ci sta e porterà il lutto fino a quando Totonno e Rosetta non andranno via (preferibilmente con le manette).

Domani sera saranno pronti i primi 300 drappi neri che distribuirò con piacere a chi aderirà. Conto comunque sull'effetto cascata: i numeri come sempre saranno di importanza fondamentale per la riuscita della protesta e pertanto avvisate quanta più gente potete sia che affaccino su strade principali che secondarie, dicendo loro che, se non in ossesso di un drappo, andrà bene far sventolare qualsiasi cosa di colore nero, anche un sacchetto dell'immondizia aperto.

Grazie a tutti come sempre

Paolo Santanelli>>

Anche questo blog ha deciso di listarsi a lutto  perchè NAPOLETANO!

(Chi volesse prelevare il codice può andare sul blog  Ferrosbattuto).

 

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sabato, 20 ottobre 2007

Pubblico pudore

Non disse nient'altro che "Ti Amo".

La piazza era affollata. Un vociare improvviso, poi le manette. Le guardie lo strattonarono e lo condussero verso l'autovettura bianca e blu. La gente lo insultava desiderosa di linciarlo. La sirena squarciò la limpida attesa del mezzogiorno e scomparve dietro una curva.
Se solo fosse stato attento. La legge non ammette ingoranza: "offesa a pubblico pudore".
Gli convenne stare in silenzio per il resto della vita.

 

bloggiamo la legge contro il  Web
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