martedì, 21 agosto 2007
Sogni Impossibili
Spesso i sogni si interrompono al risveglio. Ancora più spesso si sogna troppo e, quanto più si sogna più il ritorno alla realtà è reso tragico dalla scoperta della innegabile impossibilità dell’essere.
Allora si continua a seguire la strada di sempre, quella del pane quotidiano, quella che ti porta diritto verso conclusioni ovvie, la strada che ti sei preparato o che la vita ti ha prospettato, quella che hai potuto percorrere attraverso le scelte compiute.
Ad un certo punto della tua vita ti ritrovi tra le tue “bollicine” e le proteste dei clienti e sai che l’unica certezza è continuare a farcire la soddisfazione dei pochi, ricchi e opulenti esseri che non hanno altro assolvimento nella vita se non quello di vanificare la loro esistenza tra idromassaggi e cessi dorati.
Sogni impossibili
Questa volta Piero aveva oltrepassato ogni limite. Quel vizio che aveva di sognare, quella predisposizione ad allontanarsi dalla realtà e desiderare le cose più strane, gli avvenimenti più fantastici che mente umana potesse immaginare; una volta aveva persino immaginato di diventare uno scrittore, di quelli, magari, che non leggono in molti, ma che a quei pochi che lo fanno, potesse insegnare qualcosa, una diversa prospettiva dell’esistenza, uno sguardo traverso sull’esistenza e sull’infinito.
- Con queste tue fantasie finirai male – Gli diceva spesso la mamma;
- Mi aiutano a vivere – rispondeva lui – Non costano niente –
Adesso, nella situazione in cui si trovava, era costretto a darle ragione.
Quel luogo buio e freddissimo, quel misto di odori di vario genere, quella stomachevole puzza che di tanto in tanto sentiva e che pareva provenire proprio dal suo corpo. Una luce intermittente senza sincronismo alcuno, a tratti squarciava le tenebre del luogo dove si trovava e dove, in fondo, aveva desiderato essere.
Gli pareva impossibile che un suo desiderio si fosse avverato, tra i cento o i mille che aveva espresso durante la sua esistenza; il più bizzarro, il meno indicato per essere espresso ed esaudito, quello che nessun dio, mai, avrebbe potuto prendere in considerazione.
Il freddo aumentava, oppure lui diventava più sensibile ad esso, la luce continuava di tanto in tanto ad illuminare quello strano ambiente. Accanto a lui una trota con gli occhi spalancati, poco distante un sacchetto di pomodorini quasi marci, quella puzza sempre meno sopportabile.
Infine una consapevolezza nuova: - chi lo avrebbe detto ai suoi genitori di non mangiare quel pezzo di pecorino fino a quando il prossimo desiderio non si fosse avverato?-
Attenti a ciò che desiderate.
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categoria: pensieri, sogni, prosa, raccontini
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