Febbricitando*
Salendo,
di felicità si muore, o si vive a stento. Eppure si sale, s’ambisce la vetta, si suda, si bestemmia, si trema e si teme.
Fossi un altro direi cose diverse, ma sono io. Non sto salendo, mi sono parcheggiato in uno spigolo di tempo, di attese gelate e prospettive falsate, angoli che non rendono la visione dell’essere, esistenza che si scivola addosso, sfregando contro se stessa… e si fa male nell’attesa.
Riprendo il cammino a tratti, stando fermo, mi muovo con la mente e tiro per il braccio il corpo che attende, pesante come un macigno di duro piperno. Mi volto e mi osservo ad osservarmi, meravigliandomi della voglia di continuare a salire. Rispondo a domande che nessuno mi ha posto, rispondo a me stesso che indago il futuro.
Il futuro è adesso: tic
Il futuro è adesso: tac
Il futuro è adesso: tic
Il futuro è adesso: tac
Il futuro è l’istante prossimo e, mentre lo immagini, è già trascorso. Il futuro è passato, il presente un attimo che diviene futuro se lo pensi, e passato al batter di una ciglia.
categoria: pensieri, riflessioni, frammenti, sperimentazione
























