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martedì, 09 dicembre 2008

Domani

Domani non sarà diverso da oggi. Il tempo scorrerà uguale, i minuti si rincorreranno con lo stesso ritmo, il sole sorgerà e tramonterà, ci saranno la luna e le stelle, forse la pioggia, ma non sarà diverso.
Il cielo sarà uno soffio di azzurro sospeso nell’immenso, con gli aerei a sfregiarlo e gli uccelli ad accarezzare l’idea dell’infinito, un volo che non termina nemmeno quando il sole tramonta dietro l’arco dell’orizzonte, dove il limite si perde e sembra precipitare in un baratro senza fine.
Ci saranno sorrisi e pianti, uomini e donne in affanno o a sgualcirsi l’anima dentro fumosi cabaret, a offrire sguardi a baratto, carezze e tormenti a chi è incapace di essere amato.
Non sarà diverso amare ed odiare, disperare o confidare in un altro giorno, gridare o tramutare l’angoscia in speranza.
Nasceranno bambini, moriranno persone e idee, si ricreeranno utopie e nuovi concetti, ma non saremo capaci di cancellare i pregiudizi, oggi come ieri. E domani non sarà diverso.
Come sempre aprirò la porta e camminerò per il mondo: è strano chiamare mondo questa piccola città, eppure lo è. Come è strano pensarmi parte dell’umanità. Io, una microscopica consistenza, tre etti di cuore e poco più di un chilo di cervello, tre grammi di anima…
Tre grammi di anima che sperano nell’Infinito.
Domani non sarà diverso da oggi, domani sarà uguale perché avrò la stessa speranza.

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categoria: pensieri, vita, frammenti, prosa
mercoledì, 19 novembre 2008

Per te, amore mio.

Non so trafficar coi soldi, ne’ coi sentimenti.

Forse un destino, un fato avverso, oppure l’ingerenza della Chiesa, che quella, in qualche modo, c’entra sempre.

Ci hanno provato sai? A farmi cambiare, a spazzolarmi il cuore per ripulirlo della fiducia che nutro verso il prossimo.

Vani tentativi… tentativi vani, m’avrebbe corretto un’amica.

Eppure continuo a sentirmi Uomo, quindi più fragile, più incline all’errore, perché gli uomini sono perfettibili, ed io sono uomo.

Quelli che si travestono da buoni, nascondendo fattezze di bestie, s’aggrappano, ti spogliano, lacerano i sogni e ne fanno volare i frammenti, li spargono dove non è possibile riprenderli, seppur in parte.

Si sono aggrappati anche a me e non mi hanno trasformato.

Continuo a sbagliare, a non riconoscere l’inganno. Continuo a camminare verso la meta, e so che condividi questa scelta.

Riuscirò a ricoprirti d’oro, ma non sarà luccicante. L’oro di cui ti rivestirò sarà solo il prezioso dono che la vita mi ha fatto, ciò che Dio ha voluto per me: il non saper trafficare coi soldi ne’ coi sentimenti.

E sto ad attendere, forse c’è ricompensa.

Intanto

chiedo perdono

o scusa, se non c’è dolo.

Non so trafficar coi sentimenti… non so se sia un’attenuante. Oppure dovrei imparare a discernere l’amore dall’amore.

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categoria: pensieri, vita, frammenti, dediche
giovedì, 11 settembre 2008

Partirò

Partirò, domani o, forse, un altro giorno. Partirò e non avrò rimpianti. Sarà come cancellare la pagina di un libro scritta male. Sai come si fa, no? Ci metti una croce sopra, come sulla tomba di una persona  amata.

Esisterà ancora la voglia di averla e, sotto il segno della matita, il suo mondo continuerà ad esserci. Velato, nascosto, offuscato da ciò che sarà, rintanato in una crepa dell’anima, tra gli imperativi dell’esistenza e l’ottusa persistenza del presente.

Non ci sarò più io, al mio posto esisterà un altro me stesso, diverso da adesso, solo all’apparenza la stessa persona.

Non sarò eterno: no, no…

Chiuderò la porta alle mie spalle e lascerò dentro altre vite. Un giorno partiranno anche loro, seguendo il cerchio che si chiude sull’Infinito.

Sai cosa voglio dire?

Che non avrai altro che ricordi, e con il tempo svaniranno, poi t’incamminerai  e percorrerai lo stesso cammino.

No, non ci incontreremo. Saremo luce che brilla insieme per illuminare l’universo.

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categoria: pensieri, riflessioni, vita, frammenti
giovedì, 04 settembre 2008

Sono stato assunto dal Padreterno

Ho immaginato di essere stato assunto, dal Padreterno, al reparto “cancellazione sogni”. Si, perché deve esserci qualche predisposto che si prende la briga di farlo, altrimenti, ‘sti benedetti sogni, si realizzerebbero tutti.

-Lo facciamo passare questo Signore?
-Fammi un po’ vedere… No, no! Ti sembrano cose da desiderare queste? E’ uno sconcio, che diavolo.
-Signore, guarda che di questi ne arrivano a migliaia ogni minuto. Non posso mica rimandarli tutti al mittente.
-Devo aver sbagliato qualcosa quando li ho creati. Non ricordo di averci messo certe idee nella testa… l’amore, quello si, ricordo bene, ma ‘ste cose no. Alfò, bruciali tutti, non è cosa.
-Come vuoi, ma ritorneranno di nuovo e io soffro quando li cestino.
-Fa come ti dico, fino a prova contraria, chi comanda sono io.

A quel punto ho immaginato di aver aperto l’ennesimo plico, un ulteriore sogno da analizzare.

-Signo’…
-Cosa c’è? Cerca di essere un po’ indipendente, non chiamarmi ogni cinque minuti.
-Si ma questo chiede una cosa strana…
-Più strana di quelle che mi hai fatto vedere prima?
-Si, è proprio strana assai… questo sogna di non sognare più. Dice che è stanco di vederli crollare tutti.
-Quanti gliene abbiamo bruciati?
-Tutti quanti, Signò.
-Uh Gesù buono… e fagliene passare uno.
-Questo, Signò, proprio questo?

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categoria: pensieri, vita, sogni, frammenti, miracoli
martedì, 26 agosto 2008

Questa estate.

Quest’estate sembra non finire mai, scalda, con il suo sole cocente, le speranze, come succulenta minestra sul fuoco, ne sparge il profumo.

La vita si strofina addosso, come gatta in calore, ha bisogno di carezze. Fa cadere la polvere dei ricordi e la spazza via, con i cenci della memoria.

Il cuore sussulta, l'anima fa salti mortali.

Ho visto un fiore, raro, profumato, singolare esistenza nel prato vinto dalle margherite. Avrei dovuto raccoglierlo, strapparlo alla solitudine e alla prigionia del fato. Gli ho sorriso ed il sole m’ha fatto l’occhiolino.

<<Non posso portarti con me, le tue radici affondano dove i miei sogni non possiedono passi>>.

Calpestai altri fiori. Rinasceranno. Tu continuerai ad attirare api e a spargere nell’aria nettare prezioso.

Questa estate sembra non finire mai, scalda le speranze e brucia i desideri.

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categoria: riflessioni, vita, frammenti, dediche, napoli
domenica, 24 agosto 2008

... e due più due fa quattro.

“Se due più due fa quattro, allora non devono esistere altre possibilità.” - pensai.
Rifeci i calcoli, diverse volte e, ogni volta, ricavavo sempre lo stesso risultato.
Un sorriso, che fino a quel momento se ne stava buono in un angolo, si avvicinò al mio orecchio e sussurrò: “Potresti provarci altre mille volte, disegnare iperbole(i) e catturare numeri, imprigionare tesi e sequestrare cifre, il risultato sarebbe sempre quello. Va' oltre, non ritornare sui tuoi passi”.

Il vento disegnò spirali e ritrasse l’universo.
Una goccia d’acqua generò tempeste nel suo microscopico mondo, un turbine d’incertezze mi presentò il conto… e due più due fa sempre quattro.

Salutai l’imprevisto: “Alla prossima.” - Non rispose.

M’attaccai ad altri passi, e compresi le parole del sorriso.

Cominciai a contare: cinque, sei, sette…

Il vento si stupì, si avviluppò intorno a me, mi abbracciò.

E fui vento.

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giovedì, 21 agosto 2008

Le nostre vacanze :(

Se prima eravamo in quattro ad andare in vacanza…
Potrei sintetizzarle così.
Ad un certo punto, un giorno qualsiasi, di cui non ricordo la data, ho cucinato per dodici persone. Lasagna al forno e capretto alla brace, come nelle migliori tradizioni.
Sveglia per i ragazzi rigorosamente alle undici e trenta del mattino, prima colazione, e pranzo alle tredici e trenta circa.
-Gennà, alzati, è mezzogiorno!
-Mi alzo tra poco…
-Gennà, ti ho detto che devi alzarti. Punto e basta!
-Ma a voi, se mi alzo adesso, cosa vi cambia?
Silenzio tombale, poi il tentativo della madre di dare una risposta coerente.
-Ci cambia che devi fare la versione di latino.
Mmmmmm… non mi era sembrata tanto logica come risposta. Oltretutto (sempre la madre che veste anche i panni di mia moglie) ha  bloccato l’unico cellulare che ci permetteva la connessione ad internet e, per questo, la risposta è ancora meno logica (ogni tanto fa bene rigirare il coltello nella piaga).
Stessa tiritera ripetuta per quindici giorni di fila, nemmeno avessero firmato un contratto per UNO MATTINA (La trasmissione della Rai. Ndr).
Ho proposto per l’anno prossimo di organizzare un campo-scuola, almeno se devo fare l’educatore lo faccio perché l’ho scelto io.
Ultimo giorno, ritorno a casa. Due viaggi da trecento kilometri. Vabbè, sono ragazzi.
La sera una frase consolatoria sul messenger di uno dei partecipanti al “raduno”: “I genitori di Sara sono strafighi”.
Mi sono aggiustato la cravatta che non avevo e ho sorriso.

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categoria: vita, vacanze, figli
lunedì, 11 agosto 2008

Punti di vista

-Vedi tutta questa gente? - mi chiese [mio padre] roteando il bastone verso il marciapiedi. Annuii. -Tutti, prima o poi, hanno bisogno di un avvocato. Ti sei perso una grande occasione.

-Hanno bisogno anche di pane. Meglio il panettiere allora.

-Si, ma quello deve vendere duemila chili di pane per guadagnare quanto si guadagna con una sola causa vinta.

-Lui almeno non vende gesso per farina. - dissi farfugliando la frase, per evitare di farmi capire.

-Questo è quello che pensi tu, ma la realtà è un'altra.

Avevo dimenticato il suo udito da superman e non potetti fare altro che sorridere.

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categoria: vita, frammenti
venerdì, 01 agosto 2008

Onomastico

Attendevo.
La notte, attendevo.
Odore di cioccolata calda
biscotti secchi
il sorriso della mamma...
l'attesa.

Attendevo
che il tempo consegnasse il mio nome alla storia.
Battiti su battiti
giorni su giorni
escrescenze di vita
strati inenarrabili di vuoto.

Gli anni di adesso
mi ridanno il gusto
l'odore della cioccolata
i biscotti secchi
il sorriso della mamma
l'attesa.

Il ciclo vitale
un nome che mi fa esistere
l'apprensione per ciò che sarà.
Riposo
occhi sul futuro
...in più, la preghiera.

E attendo.

P.S.

BUONE VACANZE A TUTTI.

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categoria: poesie, vita, auguri
sabato, 26 luglio 2008

Conversazioni

-Almeno ti ho confuso un po'?
-Si, tanto.
-Allora siamo sulla buona strada.

 

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categoria: vita, frammenti, dialoghi