Domani
Domani non sarà diverso da oggi. Il tempo scorrerà uguale, i minuti si rincorreranno con lo stesso ritmo, il sole sorgerà e tramonterà, ci saranno la luna e le stelle, forse la pioggia, ma non sarà diverso.
Il cielo sarà uno soffio di azzurro sospeso nell’immenso, con gli aerei a sfregiarlo e gli uccelli ad accarezzare l’idea dell’infinito, un volo che non termina nemmeno quando il sole tramonta dietro l’arco dell’orizzonte, dove il limite si perde e sembra precipitare in un baratro senza fine.
Ci saranno sorrisi e pianti, uomini e donne in affanno o a sgualcirsi l’anima dentro fumosi cabaret, a offrire sguardi a baratto, carezze e tormenti a chi è incapace di essere amato.
Non sarà diverso amare ed odiare, disperare o confidare in un altro giorno, gridare o tramutare l’angoscia in speranza.
Nasceranno bambini, moriranno persone e idee, si ricreeranno utopie e nuovi concetti, ma non saremo capaci di cancellare i pregiudizi, oggi come ieri. E domani non sarà diverso.
Come sempre aprirò la porta e camminerò per il mondo: è strano chiamare mondo questa piccola città, eppure lo è. Come è strano pensarmi parte dell’umanità. Io, una microscopica consistenza, tre etti di cuore e poco più di un chilo di cervello, tre grammi di anima…
Tre grammi di anima che sperano nell’Infinito.
Domani non sarà diverso da oggi, domani sarà uguale perché avrò la stessa speranza.
























